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  venerdì 21 novembre 2008

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  L'UVA E IL VINO
 
L'uva e il vino nella storia e nella tradizione di Tollo
 
Nelle terre comprese nel triangolo Pescara, Chieti, Ortona, con Tollo al centro, la coltivazione della vite nata in epoche remote è continuata e migliorata in epoca romana, lo testimonia il rinvenimento in varie contrade di Tollo di dolii da vino e da olio e celle vinarie. Di recente è stata rinvenuta a San Lorenzo, contrada sia di Tollo che di Miglianico, un pezzo della bocca di un grosso dolio, che dal 1997 è conservato al Museo Nazionale Archeologico di Chieti. Nella viticoltura romana, i dolii da vino e le celle vinarie venivano interrati e lasciati in mezzo alla vigne e, quando il mosto diventava vino, veniva immesso sul mercato, portandosi dietro tutte le caratteristiche della vigna e del posto dove era stato coltivato.

Nel 1067 in una pergamena Tollo appare, per la prima volta alla luce della storia, come paese in mezzo alle vigne. Nel medioevo nell'epoca della
monarchia sveva, dal porto di Ortona, partivano navi cariche di botti di vino, certamente molto di quel vino veniva da Tollo.

Nel 1528 gli spagnoli da poco padroni del regno di Napoli , ci tramandano che al Hidalgo Manuel De Vega è stato dato in feudo la vicina e confinante Canosa, fertile in grano e in vino.

L'università di Tollo nel 1624, affida la gabella del vino a quattro gabellotti toltesi.
Era una usanza a Tollo che quando una ragazza si maritava, tra il corredo vi fosse anche una botte.

Nel 1776, nel regno di Napoli , il vino rosso di Tollo era così famoso che gli fu dedicato un carme da frate Bernardo Maria da Lanciano. A Tollo nel 1785, ci fu una grande produzione di uva da vino e, non essendoci botti a sufficienza, si lasciarono tutte le vasche piene e in molti luoghi le vigne rimasero piene d'uva. II
barone De Ruggeri aveva nel 1757 una cantina dentro Tollo della capacità di 200 some di vino. La produzione totale di uva, si aggirava di media a metà settecento sui 10.000 quintali. All'inizio del 1800 il vino di Tollo è conosciuto in tutta l'Italia e, trent'anni dopo, anche in Europa.

Nel censimento del 1901 i terreni di Tollo risultano coltivati a frutteti , uliveti e vigneti e si esportano vino, uva, grano e frutta secca.

Nell'ispezione prefettizia del 1927, l'ispettore provinciale scrive, che pur essendo a Tollo
l'ispettore provinciale scrive, che pur essendo a Tollo 3 fornaci Hoffman, una industria bacologica per la coltivazione del baco da seta, i suoi commerci principali sono agricoli, di cui la principale produzione è quella del vino e
dell'olio. Tra la prima e la seconda guerra mondiale, commercianti di Tocco Casauria, Ortona, Chieti, Pescara e fuori Abruzzo, venivano a Tollo a comprare vini rossi, bianchi e uve da vino e da tavola, una usanza storica già applicata da altri mercanti nei secoli passati. Negli ultimi 150 anni, i contadini di Tollo,
che coltivano le viti, hanno dovuto combattere anche le malattie della vite e i danni causati al suo patrimonio viticolo. Un attacco dell'oidio (1850 - 1860 e 1900), la peronospora (1889 - 1895), la fillossera più micidiale, (1915- 1930) provocarono la distruzione di 1 milione e 300 mila viti, 450 torchi e 1870 botti pieni di vino nel 1943 - 44, quando il fronte a causa della II guerra mondiale restò fermo a Tollo per
6 mesi. Dalla 1 guerra mondiale si cambiò anche la tecnica e la coltivazione della vigna, dalla vigna a canne e la potatura ad alberello, si è passati alla vigna filoni con pali di legno e fili di ferro. Dopo la Il guerra mondiale ci fu una
rivoluzione di tecnica nella coltura delle vigne.

S'impiantò la vigna a tendone (capanna) e si coltivò al 75% l'uva regina (Bumasto) chiamata dai tollesi "Pruvilone", il vitigno bumasto noto in Abruzzo fin dal 1793, coltivato in tutto il territorio tollese, ha espresso tutto quello che
poteva dare , sia per qualità che per quantità. Ed è stato grazie all'uva regina che Tollo si è potuto risollevare dalla distribuzione e dalla crisi economica causata dalla II guerra mondiale. E sulle ali del benessere economico e sociale, c'è stata una reazione a catena nel mondo agricolo tollese, con la fondazione di 2 cantine sociali 1960-1962.

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