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  venerdì 21 novembre 2008

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  ARTE E CULTURA
 
Chiese e palazzi
 

La chiesa di Santa Marina fu costruita nel 1450 e, come gran parte degli edifici, fu quasi del tutto distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
 
Sorgeva alla fine di Via S. Marina, su una piccola collina alla cui sommità si arrivava attraverso due stradine. Intorno agli anni sessanta, poiché mancavano i soldi per poterla ricostruire, venne completamente abbattuta e in questo modo si persero alcune opere artistiche molto importanti. In questa chiesa c'era una nicchia nella quale era custodita una statua del Cinquecento rappresentante la Santa e c'erano anche dei dipinti su tavole che raffiguravano scene della sua vita. La pianta della chiesa era a tre navate, la copertura a forma di capanna; a sinistra della facciata sorgeva il campanile, dietro al quale si trovava un'ampia sagrestia. La statua di Santa Marina fu rubata nel 1964 da
ignoti ma recuperata poco tempo dopo. La nuova chiesa è stata costruita vicina al
cimitero poiché sulla collinetta dove sorgeva ormai non c'era più spazio. Sul portale d'ingresso è stato costruito un portico (fig.1), ai due lati della facciata si trovano due cancelli di ferro, il campanile al lato destro è slanciato ed un po' distaccato dalla chiesa.
 
Sulla facciata, inoltre, si aprono dodici piccole finestre di stile romanico (fig.2) ed un rosone. All'interno la pianta è a croce latina. In occasione dell'anno giubilare, il 13 dicembre 2000 la chiesa di S. Marina è stata ulteriormente impreziosita da uno splendido portale in bronzo (fig.3) del Prof. Durante.
 
Il palazzo baronale era maestoso e circondato da un giardino bellissimo. Esso apparteneva ai baroni Nolli alcuni dei quali erano cattivi a tal punto che, sotto il palazzo, fecero costruire grotte per rinchiudervi coloro che si ribellavano ai loro ordini. Non tutti i baroni Nolli, però, erano così crudeli. Infatti l'ultimo discendente di questa famiglia fu la baronessa Maria
la quale usò le grotte non per rinchiudere le persone ma come frigoriferi, dove riporre
botti di vino e roba da mangiare. Nel campanile della chiesa era custodita una campana dal suono dolce che pesava sette chili e che durante la seconda guerra mondiale fu
portata via dai Tedeschi. Questi misero della polvere da sparo nelle grotte, le quali esplosero
distruggendo l'intero palazzo baronale e causando la morte di due bambini.
 
Piazza Umberto I: una volta c'erano un grande olmo (fig.4) ed una fila di oleandri. Dove c'era l'ex-cinema si apriva una lunga scalinata su cui, durante la festa del Rosario, i contadini si mettevano per vendere le cipolle. A ridosso del bastione (
opera di fortificazione costituita da una massa di terra rivestita di mattoni o pietre,
disposta agli angoli del recinto delle fortezze, con profilo sporgente verso la campagna
) c'erano l'Ufficio postale, un forno ed un bar, chiamato " La Casina". Nel 1700 e nel 1800 nella piazza si aprivano due fosse dentro le quali si conservavano il grano che i contadini offrivano alla Chiesa per la festa della Madonna del Rosario e di Santa Marina. Parte di questo veniva venduta quando cera la carestia e parte veniva distribuita fra i poveri.

Durante gli anni in cui il paese apparteneva ai Baroni Nolli e cioè dal 1700 al 1800, i contadini che infrangevano le leggi venivano puniti proprio nella piazza principale, in pubblico. Coloro che avevano commesso reati di scarsa importanza ricevevano un certo numero di frustate mentre quelli che si erano macchiati di colpe ritenute più gravi dovevano dare il "culo a lu tomolo" (tomolo: unità di misura della superficie agraria, in uso nell'Italia meridionale. Era una grossa pietra con una o due cavità all'interno. In epoca Medioevale venivano posti a sedere su queste cavità e messi quindi alla berlina i debitori. Da qui l'espressione "dare il culo a lu tomolo". Chi volesse vedere come è fatto un tomolo può recarsi all'ingresso della Biblioteca Comunale di Ortona).

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Alcuni personaggi illustri
 
II barone Antonio Nolli
Nacque nel 1754 e morì a Tollo nel 1830. Fu un uomo illustre nel Regno delle due Sicile ed ebbe le più alte cariche dal governo.
 
A lui si deve la prima urbanizzazione e la costruzione delle strade e della Chiesa parrocchiale della nostra cittadina.
 
Il consiglio comunale di Tollo, il 22 aprile 1888, decise il cambiamento della strada del corso in " via Antonio Nolli".

Il giurista Nicola Nicolini
Nacque a Tollo nel 1772 e morì a Napoli nel
1857 (fig.5).
 
Compiuti a Chieti gli studi umanistici e filosofici, si recò a Napoli nel 1789. Nel 1791 passò allo studio del diritto con Nicola Valletta ed esercitò la professione legale fino al 1808, quando con la nomina di procuratore generale entrò nella magistratura.
 
Nel 1831 diventò giudice della Gran Corte Civile e avvocato del re. Nel 1841 fu nominato Presidente della Suprema Corte di Giustizia.
 
Mons. Francesco di Fabio, Mons. Giovanni Torrieri, Can. Tommaso Basti, Mons. Pietro
di Fulvio, Can. Giorgio Santone furono importanti Parroci che si prodigarono molto
per favorire il cammino spirituale dei cittadini tollesi.

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Per gli appassionati della musica
 
L'Accademia musicale tollese è nata in seguito all'iniziativa del prof. Diego Tiberio, coadiuvato dai Proff. Mariano Aquilano e Nicola Bassi. I tre insegnanti consapevoli del fatto che a Tollo e nel circondario non sussisteva una struttura adeguata dove studiare musica, hanno avvertito la necessità di istituire una scuola che offrisse non solo i mezzi e la possibilità reale di studiare la disciplina ad elevati livelli, ma che garantisse anche una formazione di seri professionisti. La scuola, pertanto, si è assunta l'onere di sensibilizzare la cittadinanza alla cultura della musica e dell'arte in genere, con le seguenti attività:
 
• Corsi di musica classica annuali,
• Corsi di musica leggera, folk e jazz annuali;
• Corsi di informatica,
• Corsi di ballo.

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